Top
blog immagine

Il contratto di convivenza

Ai sensi dell’art. 1, comma 50 della Legge sulle Unioni Civili (L. 76/2016), i conviventi che intendono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune, possono decidere di farlo attraverso il contratto di convivenza.

Oggetto del contratto di convivenza

Trattasi di veri e propri contratti soggetti alla disciplina codicistica in materia, per mezzo dei quali i conviventi possono definire le regole della propria convivenza, mediante la regolamentazione dei rapporti patrimoniali ed alcuni limitati aspetti dei rapporti personali (ad es. la designazione dell’amministratore di sostegno) non potendosi disporre, con tale strumento, dei diritti o rapporti personali.

Chi può stipulare i contratti di convivenza

Possono essere stipulati da tutte le persone che, legate da vincolo affettivo, decidono di vivere insieme stabilmente (c.d. convivenza more uxorio). Più precisamente, ci si riferisce all’unione di vita stabile tra due persone legate da affetto che decidono di vivere insieme al di fuori del legame matrimoniale o perché è loro preclusa la possibilità di sposarsi (ad esempio, due conviventi dello stesso sesso) o perché è loro precisa volontà quella di non soggiacere al vincolo matrimoniale.

Contenuto del contratto di convivenza

La legge sulle Unioni Civili non indica né specifica il contenuto tipico del contratto di convivenza, lasciando alle parti la scelta di quali profili inserire nella contrattazione.

Il contratto di convivenza deve contenere:

  • l’indirizzo indicato da ciascuna parte per le comunicazioni:
  • l’indicazione della residenza dei conviventi;
  • le modalità di contribuzione alla vita di coppia, e le fonti di tale contribuzione con particolare riferimento alle capacità reddituali di ciascun convivente;
  • il regime patrimoniale della comunione dei beni;
  • i criteri di attribuzione della proprietà dei beni acquistati nel corso della convivenza;
  • le modalità di uso della casa adibita a residenza comune;
  • le modalità per la definizione dei reciproci rapporti patrimoniali in caso di cessazione della convivenza;
  • la facoltà di assistenza reciproca, in tutti i casi di malattia fisica o psichica.

Dal contratto di convivenza nascono dei veri e propri obblighi giuridici a carico delle parti che lo hanno sottoscritto. Pertanto la violazione di taluno degli obblighi assunti con il contratto di convivenza legittima l’altra parte a rivolgersi al giudice per ottenere quanto le spetta.

Forma del contratto di convivenza

Il contratto di convivenza, così come le successive modifiche o lo scioglimento dello stesso, deve essere redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico ovvero a mezzo di scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestino la congruità e conformità rispetto alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Il professionista, notaio o avvocato che ha ricevuto l’atto, avrà poi l’obbligo di provvedere, nei successivi 10 giorni, a trasmetterne copia al Comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe.

Vizi del contratto di convivenza

Il contratto di convivenza può essere viziato da nullità insanabile, che può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse.

I vizi che possono incidere sul contratto di convivenza sono:

  1. la presenza di un vincolo matrimoniale, di un’unione civile o di altro contratto di convivenza;
  2. la conclusione di un contratto di convivenza tra persone non legate dal vincolo di convivenza ai sensi dell’art. 1, comma 36 Legge 76/2016;
  3. la sottoscrizione del contratto da parte di un minore;
  4. la sottoscrizione di un contratto da parte di una persona interdetta giudizialmente;
  5. la condanna di un soggetto per omicidio consumato o tentato nei confronti del convivente.

Modifica e cessazione del contratto di convivenza

Il contratto di convivenza è sempre modificabile dalle parti.

Lo stesso cessa di avere effetto in presenza dei seguenti eventi:

  • accordo delle parti;
  • recesso unilaterale;
  • morte di una delle parti;
  • matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente e un’altra persona.
Contattaci per una consulenza preliminare gratuita

Articoli correlati

I provvedimenti pronunciati dal Giudice in caso di separazione o divorzio, oltre a incidere sullo status dei coniugi, contengono al loro interno delle disposizioni di natura patrimoniale e non patrimoniale […]

Smettere di versare l’assegno di mantenimento per i figli, a seguito di una separazione o divorzio, è oggi possibile, alla luce del nuovo orientamento della giurisprudenza di merito, che ha […]

L’assegno divorzile è il contributo economico che deve essere versato periodicamente da uno degli ex-coniugi in favore dell’altro, considerato parte debole, che ne potrebbe fare richiesta a seguito della cessazione […]