Divorzio veloce: è tempo di voltare pagina!

Cosa si intende per “divorzio”?

Prima di parlare di “divorzio veloce” o “divorzio breve”, riteniamo definire il termine “divorzio”, che è prettamente colloquiale. La legge non parla mai di divorzio, bensì di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Data la frequenza con cui il termine viene utilizzato, per sinteticità e chiarezza espositiva lo utilizzeremo nel prosieguo.

Quando si può divorziare?

  1. Dopo sei mesi dall’intervenuta separazione consensuale dei coniugi;
  2. Dopo dodici mesi dall’intervenuta separazione giudiziale dei coniugi;
  3. Immediatamente al verificarsi di determinate situazioni con rilevanza penale;
  4. Immediatamente se il matrimonio non è stato consumato;
  5. Immediatamente quando sia passata in giudicato una sentenza per la rettifica di attribuzione di sesso;

Quali sono gli effetti del divorzio veloce?

Passata in giudicato la sentenza di divorzio, la cancelleria ne estrae copia autentica per inviarla all’ufficiale di stato civile del comune in cui il matrimonio fu trascritto. Dal giorno in cui il divorzio è annotato dall’ufficiale di stato civile ricevente il provvedimento, allora il matrimonio è sciolto e cessano i suoi effetti civili.

  1. I coniugi riacquistano la libertà di stato e possono risposarsi;
  2. La moglie perde il cognome del marito (in alcuni casi il cognome può essere conservato);
  3. I rapporti tra genitori divorziati ed i loro figli rimangono immutati;
  4. Il coniuge mantiene la cittadinanza acquisita in forza del matrimonio sciolto.

Divorzio veloce con negoziazione assistita: cos’è?

Il modo più veloce e più diffuso per divorziare è oggi quello per negoziazione assistita, davanti agli avvocati.

La procedura di divorzio per negoziazione assistita consiste in pochi e semplici passaggi e conta sulla collaborazione degli assistiti.

  • Uno dei coniugi si reca dal suo avvocato di fiducia e, con la sua assistenza, invita l’altro ad aderire ad una convenzione di negoziazione assistita. Si tratta di un accordo per cui le parti s’impegnano a cooperare in buona fede e con lealtà per raggiungere un accordo circa le condizioni di divorzio;
  • L’altro coniuge deve aderire entro 30 giorni e nominare un suo avvocato di fiducia;
  • Le parti, con l’assistenza dei rispettivi procuratori, stipulano la convenzione di negoziazione;
  • Conclusa la negoziazione, le parti sottoscrivono un accordo di negoziazione che viene trasmesso al Pubblico Ministero;
  • Acquisito il nullaosta del pubblico ministero, uno degli avvocati trasmette copia dell’accordo di negoziazione assistita all’ufficiale di stato civile per le annotazioni sull’atto di matrimonio e sul registro di stato civile;

Quali sono i requisiti dell’accordo di negoziazione?

  1. Gli avvocati devono dare atto di aver tentato la conciliazione tra le parti e di averle informate della possibilità di ricorrere alla mediazione familiare;
  2. I coniugi devono manifestare il loro consenso a divorziare. Deve essere specificato che è venuta meno la comunione spirituale e materiale e che sono trascorsi almeno 6 mesi dalla separazione consensuale o 12 dalla separazione giudiziale. La data dalla quale decorre il termine deve essere certificata. Tale data è quella che deve essere riportata nelle annotazioni dell’ufficiale di stato civile ed indicata nella scheda anagrafica di ogni coniuge;
  3. In presenza di figli minori, oppure maggiorenni bisognosi di protezione perché incapaci, portatori di handicap o non economicamente autosufficienti, si deve specificare nel dettaglio come i coniugi si sono accordati in relazione ai rapporti personali e patrimoniali rispetto ai figli. Il P.M. effettuerà un controllo di merito circa le disposizioni scelte dai divorziandi. Nel caso non fossero sufficienti a tutelare i minori, il nullaosta non sarà concesso ed il caso sarà rimesso al Presidente del Tribunale.

In ogni caso, gli avvocati devono dare atto di aver informato entrambe le parti circa l’importanza per i figli minori di trascorrere tempi adeguati con ciascun genitore;

  1. Ove ne sussistano i presupposti, l’accordo può prevedere un assegno di mantenimento o di divorzio a favore del coniuge debole;
  2. A mezzo dell’accordo in parola è possibile eseguire trasferimenti immobiliari, divisione di beni in comunione, ripartizione delle spese dei beni indivisi, costituzione di diritti di godimento su immobili in comproprietà ecc.
  3. Gli avvocati dovranno certificare la conformità dell’accordo raggiunto alle norme imperative ed all’ordine pubblico;
  4. L’accordo dovrà recare la sottoscrizione parti personalmente, con certificazione degli avvocati. Quando la convenzione di negoziazione assistita contiene un atto soggetto a trascrizione, l’autentica deve avvenire a mezzo di pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

Quali documenti allegare all’accordo di negoziazione assistita?

  • Atto integrale di matrimonio rilasciato dal comune ove è stato celebrato;
  • Stato di famiglia di entrambi i coniugi;
  • Certificato di residenza di entrambe le parti;
  • Copia autentica dell’atto di separazione;

Le questioni familiari sono motivo di grande dolore per chi è costretto ad affrontarle. Pertanto è necessario riuscire a concludere separazioni e divorzi nel minor tempo possibile, riducendo al massimo il tasso di litigiosità. Nell’ambito del diritto di famiglia il ruolo di mediatore degli avvocati è di fondamentale importanza.

Lo Studio Legale Salata fa della mediazione uno dei suoi cavalli di battaglia. Meglio una transazione in tempi certi che una ragione con i capelli bianchi. Contattaci per una consulenza preliminare gratuita.

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