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Data Aggiornamento: Marzo 2023

Risarcimento del danno nel caso di caduta del pedone

Una delle fattispecie più frequenti per gli avvocati concerne l’ipotesi di caduta da parte dei pedoni in corrispondenza di una buca e le difficoltà conseguenti alle relative richieste di risarcimento del danno.

A porre un punto importante in materia è intervenuta la Corte di Cassazione con la ordinanza 36901 del 12 ottobre 2022, che è destinata a fare scuola per i principi ivi enunciati.

La Corte di Cassazione, con una lunga disamina sulla natura dell’art. 2051 cod. civ., che stabilisce che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. La pronuncia statuisce tale l’ipotesi risarcitoria può sussistere solo se la circostanza presenta i caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, così da “degradare la condizione della cosa al rango di mera occasione dell’evento di danno. In difetto tale condotta potrà eventualmente assumere rilevanza ai sensi dell’articolo 1227, commi 1 e 2 del Cc, ai fini della riduzione o dell’esclusione del risarcimento”.

L’importanza dell’ordinanza 36901/2022 e i principi di diritto enunciati.

La pronuncia in esame ha l’indiscutibile pregio di avere posto i suindicati principi cardini in materia, ponendo fine alle varie interpretazioni che spesso hanno reso impossibile per il cittadino di ottenere il richiesto risarcimento.

Infatti, spesso, i Tribunali, a sostegno del rigetto delle relative richieste risarcitorie azionate dai cittadini, invocavano la presunta disattenzione del pedone e la non prevedibilità di tale condotta.

Con tale innovativa ordinanza, invece, la Corte di Cassazione ha precisato che in relazione alla struttura dell’articolo 2051 cod. civ., l’onere probatorio che incombe sul pedone danneggiato deve essere individuato nella dimostrazione dell’esistenza del danno e della sua derivazione causale dalla cosa, mentre il custode ha l’onere di dimostrare la ricorrenza del caso fortuito.

Per l’accertamento causale, alcuna rilevanza, dunque, acquisiscono altri elementi, quali il fatto che la cosa avesse o meno natura “insidiosa” o la circostanza che l’insidia fosse o meno percepibile ed evitabile da parte del danneggiato.

Tale importante precisazione influisce enormemente sulla natura del giudizio e sugli oneri a carico delle parti atteso che nel caso specifico della caduta del pedone in corrispondenza di una buca stradale, se non può evidentemente sostenersi che la stessa sia imprevedibile (potendo ad esempio  rimuovere il dislivello o segnalarlo) deve comunque ritenersi che il mero rilievo di una condotta colposa del danneggiato non sia idoneo a interrompere il nesso causale.

La Corte, in maniera puntuale, quindi, precisa che la condotta del pedone, anche se non integra il fortuito, non può assumere rilevanza ai fini della liquidazione del danno cagionato dalla cosa in custodia, poiché ciò non può avvenire all’interno del paradigma dell’art. 2051 cod. civ., bensì ai sensi dell’art. 1227 cod. civ.  rubricato Concorso del fatto colposo del creditore (articolo che ex art. 2056 cod. civ., trova la sua applicazione anche in materia di responsabilità extracontrattuale).

Quindi, la condotta del danneggiato può assumere rilevanza sotto il diverso profilo dell’accertamento del concorso colposo, valutabile sia nel senso di una possibile riduzione del risarcimento, secondo la gravità della colpa del danneggiato e le conseguenze che ne sono derivate (ex art. 1227, 1 comma cod. civ.), sia nel senso del rigetto della richiesta di risarcimento per i danni che l’attore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza (ex art. 1227, 2 comma cod. civ.), fatta salva, nel secondo caso, la necessità di un’espressa eccezione della controparte.

Deve quindi, ritenersi che il mero rilievo di una condotta colposa del danneggiato non sia idoneo a interrompere il nesso causale, che è manifestamente insito nel fatto che la caduta sia originata dalla interazione fra la condizione pericolosa della cosa e l’agire umano.

Impostare bene una richiesta di risarcimento del danno è fondamentale per ottenere il giusto risarcimento. Affidati a professionisti con esperienza, che possano tutelare il tuo interesse a tutto tondo.

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